LaStoria

Leggi la storia del nostro sodalizio , che abbiamo suddiviso nelle sue fasi salienti.

Dalla fondazione del sodalizio al 1957

Domenica 14 ottobre 1945 un gruppo di sportivi dissidenti della Rosa Alpina di Carate, gruppo sportivo-dicreativo si riuniscono presso l'abitazione dei fratelli Antonio e Roberto Riva, sita in Villa Orlanda, e decidono di formare una nuova società. I "secessionisti" sono Ambrogio Cazzaniga, Carlo Cesana detto "ll bersagliere", i fratelli Riva e Mario Viganò che assumerà la presidenza del gruppo. Il nome scelto dai cinque fondatori è DAINI. Il motto, di chiara matrice autarchica visto i tempi è anche scusabile; era "Dovunque Ancor Insiem Noi Imperiam", formato ricalcando le lettere che compongono la parola Daini. Lo scopo della neonata società sportiva doveva essere quello di promuovere gite turistiche, feste popolari ed escursioni in montagna. Siamo in un periodo particolare della nostra storia e della nostra economia. La gente dopo le privazioni, le sofferenze, i lutti provocati dall'ultimo conflitto mondiale affronta il difficile momento della ricostruzione. E' tempo di rimboccarsi le maniche, di lavorar sodo, di ricostruire le case, dissodare i terreni incolti ed avviare nuove industrie ma anche di godere della libertà ritrovata, di respirare quelI'aria nuova ed anche di divertirsi. Prima la Rosa Alpina. e poi il G.S. Daini si rivolgono ai reduci, ai giovani cresciuti sotto i bombardamenti, alle famiglie di nuovo unite nella pace, alle masse ed i con sensi sono numerosi. Ouanti Caratesi si ricordano ancora con nostalgia manifestazioni come la festa della narcisata, gli incontri estivi, la festa dell'uva e quella della castagna! I Daini fecero loro alcune proposte della Rosa Alpina ed ebbero il merito sin dall'inizio di tenere una direttrice precisa. Si cercò subito di portare lo sport alle masse dando la possibilità a tutti di accedervi. Si svilupparono inizialmente il calcio con partecipazione ai tornei del settore propaganda, il pattinaggio a rotelle (vedi foto), I'atletica leggera incentrata sulla specialità della marcia. Il Gruppo Alpinistico Daini muta verso la fine degli anni quaranta il suo indirizzo. Anche se l'alpinismo, il pattinaggio a rotelle e il calcio avevano dato non poche soddisfazioni non era possibile portare avanti tante specialità sportive. Si rischiava di rimanere sul trampolino di lancio e di fare molte cose male entrando anche in conflitto con società sportive locali (U.S. Caratese - C.A.I. - Pro Carate) specializzate nei singoli sport. Il pattinaggio a rotelle, che aveva visto i cugini Bestetti ottimi protagonisti in gare a livello nazionale, una volta sacrificato nell'era dello sport del nostro sodalizio non ha puntroppo avuto più un seguito neppure all'esterno (è auspicabile che a Carate qualcuno si occupi anche di questo sport), L'atletica leggera, agli inizi degli anni clnquanta finisce per diventare la sola attività del sodalizio e tutti, giovani e non si danno da fare perchè la società si faccia conoscere al di fuori delle mura cittadine e nello stesso tempo si creano le premesse per un futuro ricco di allori aprendo a tutti i ragazzi che vogliono praticare l'atletica. Un gruppo di marciatori e un gruppo di velocisti sono i primi a portare lustro ai nostri colori. Il 1952 registra il successo, nella Monza-Resegone di marcia, del quartetto composto da Ballerini, Manzoni, Mazza, Riva. La vittoria dei Daini è resa più bella dal nuovo record della manifestazione. Negli anni successivi 1953 e '54, i marciatori coglieranno due secondi posti. I nostri podisti parteciperanno a numerose gare tra le quali la prestigiosa 100 km. cogliendo successi e piazzamenti. Sono anni ricchi di messi nello stesso tempo di rodaggio per le giovani leve. L'esperienza accumulata in questi anni sarà determinante come si potrà constatare nel 1958 anno in cui il G.S. Daini vincerà il titolo nazionale. I nostri giovani velocisti intanto, iscritti nel C S I (Centro Sportivo Italiano) non sono da meno e rispondono alle vittorie dei marciatori con successi in gare regionali di seconda e terza serie e poi con un titolo italiano del C.S.I. nei 100 piani nel '53 a Cagliari conquistato da Italo Masera e un quarto posto di Enzo Annoni nei 200 piani nella stessa manifestazione. L'apporto di Masera nella vittoriosa staffetta 4x100 della rappresentativa del C.S.I. di Milano è stato determinante. Dieci anni dopo la fondazione la DAINI è già una bella realtà nella nostra regione. Sulla Gazzetta dello Sport non è difficile trovare il lunedì qualche nome di nostro atleta impegnato nelle più svariate discipline di atletica leggera. Guido Paleari e Umberto Verga nella marcia sono puntualmente nelle prime posizioni, ma anche mezzofondisti come Ermanno Camesasca e Piero Massara non sono da meno, Altri atleti altrettanto giovani e generosi ogni domenica portano allori e piazzamenti al nostro sodalizio. Sfogliando nell'archivio, tra i ritagli dei giornali dell epoca, ho trovato nomi piu o meno ricorrenti, foto e un elenco un po' sgualcito e polveroso, sicuramente incompleto. Eccolo (è in ordine alfabetico): Ballabio Ettore, Camesasca Ermanno, Ciliano Giulio, Doni Giancarlo, Elli Sandro, Furlanetto Gianfranco, Galbiati Italo, Ghezzi Adriano, Ghezzi Pino, Manzoni Luigi, Massara Piero, Mariani Flavio, Nicolini Claudio, Riva Gino, Spinelli Ambrogio, Tanzi Ettore Vergani Graziano, Villa Enrico, Viganò Ambrogio, Vismara Alfredo, Zacconi Gaudenzio. Mancano Raggi, Farina, Masera e Annoni, i pionieri della sezione atletica; gli ultimi due sono nel frattempo passati alla Atletica Riccardi. Annoni è arrivato ad ambitissimi traguardi a livello nazionale. Sono gli anni della grande marcia verso il titolo italiano del '58, ma anche verso la maturità della nostra società e dei nostri atleti adolescenti. Sono gli anni della marcia con la M maiuscola: Alfredo Vismara e Gigi Manzoni sono senza dubbio marciatori a livello internazionale. Non può mancare a questo punto, da parte dei dirigenti della società, dei soci, dei sostenitori, un apporto in fase organizzativa. Gare a tutti i livelli di marcia corsa campestre e su strada si susseguono. Nel '56 iniziano finalmente i lavori per la pista di via Volta. Nel '57, una volta ultimati molti giovani potranno finalmente allenarsi adeguatamente. Ricordiamo che velocisti come Italo Masera ed Enzo Annoni dovettero lasciare la Daini per la Riccardi di Milano proprio per la mancanza della pista. Il loro cuore però durante l'esilio è sempre rimasto a Carate, ne è conferma di ciò il loro prodigarsi in fase organizzativa e nel reperire ed allenare le giovani leve. Un venerdì del gennaio 1956, quando, nella prima riunione, dopo l'elezione del nuovo Consiglio direttivo, furono prese fra l'altro due decisioni che dovevano dimostrarsi di particolare importanza per l'attività futura del G.S. Daini Carate: 1- rientro al gruppo sportivo degli atleti caratesi tesserati per altre società: Manzoni Luigi ed Elli Sandro del CUS Milano, Riva Gino, Annoni Enzo e Masera Italo della Riccardi di Milano. 2- reclutamento giovanile. Dato che il vincolo federale dei suddetti atleti sarebbe scaduto al termine del 1956, si programmò di dedicare i maggiori spazi al reclutamento. In quel momento erano tesserati due marciatori: il caratese Vergani Umberto (che svolgeva anche funzioni di segretario) il lissonese Paleari Guido. In cassa vi erano depositate 45.000 lire. Situazione quindi poco confortante, ma in compenso lo spirito sportivo dei dirigenti era sorretto da una grande volontà di fare. L'organizzazione di gare di propaganda, la ricerca di giovani e l'esempio degli anziani marciatori caratesi negli allenamenti sulle strade dei paesi circostanti, dettero subito dei risultati brillanti. Al termine della stagione agonistica dello stesso anno ci si trovò con: Vismara Alfredo, vincitore della finale nazionale delle popolari di propaganda e di altre gare nazionali, giudicato dai tecnici federali: la rivelazione delI'anno e marciatore di sicuro avvenire; Vergani Graziano, terzo classificato nello stessa finale e agonisticamente valido in molte gare per la sua dinamicità e caparbia volontà. In tono minore ma in fase crescente i vari: Riva Giovanni, Tanzi Ettore, Furlanetto G. Franco, Aliprandi Luciano e Spinelli Antonio. Un gruppo di giovani che molte società ci invidiavano. Infine, nell'ultima gara dell'anno la 100 km. di marcia di Riva del Garda, Gigi Manzoni classificandosi quarto e secondo italiano) portava lustro alla specialità atletica lombarda e grande popolarità al G.S. Daini del quale era consigliere e allenatore.

Come e' stato conquistato il Campionato Italiano di Marcia a Squadre

26 ottobre 1958, una data indimenticabile per il G.S. Daini. Quel giorno i marciatori Daini si trovavano a Reggio Calabria per disputare l'ultima data del campionato che doveva decidere l'assegnazione del titolo nazionale. Dirigenti, atleti e molti soci, si erano radunati verso sera nella sede sociale di via Volta 2, in attesa di ricevere notizie sull'esito della gara. Si sapeva che la Legler seconda in classifica generale era partita da Bergamo con uno squadrone agguerrito e col deciso proposito di soffiarci il primo posto, che detenevamo sin dalla prima gara. Solo 30 punti ci separavano da loro, e, quel giorno alla nostra squadra mancavano il veloce Begni e il valente Vismara. Si parlava, si discuteva, si facevano pronostici di vittoria e anche di possibile sconfitta. Un crampo, una piccola crisi sul finale della veloce gara, anche la più semplice rottura di un laccio di scarpe potevano compromettere il piazzamento di uno dei nostri migliori marciatori in gara e annullare così tutte le nostre speranze, i sacrifici e la passione che erano stati spesi nell'arco di un anno, per il raggiungimento di quell'ambito traguardo. Coi marciatori, prima della loro partenza, ci si era accordati che in caso di una vittoria avrebbero telefonato a Carate. Ma le ore passavano e l'attesa diventava struggente. Si tentò di mettersi in comunicazione col capoluogo calabro, con la Gazzetta dello Sport di Milano. Niente. A sera inoltrata, alcuni che avevano perso la speranza, erano tornati alle loro case, altri arrivavano chiedendo notizie e ripartivano. Nei pochi rimasti, il dubbio iniziava a incrinare la loro fede; si stava discutendo sui se e sui ma, quando, dalla strada, si sentì la voce eccitata di Enzo Annoni: ce l'hanno fatta... hanno telefonato... per 5 punti... abbiamo vinto. In un lampo la notizia si sparse per tutta Carate. In sede fu una scena indescrivibile di gioia, di festa, di intensa emozione. Un compaesano venne a stringerci la mano, dicendoci: Bravi. Viva i Daini. A distanza di circa vent'anni i particolari svaniscono ma è rimasta l'essenza dei fatti. Il 1957 fu un anno di assestamento ai vari livelli. Masera, terminato il servizio militare, assumeva la carica di direttore tecnico. Corbetta Giacomo fu incaricato delI'asslstenza al gruppo marciatori che, col definitivo rientro degli espatriati diventava la forza motrice della Società atletica caratese. Paleari e Vergani Umberto lasciavano l'attività agonistica per ragioni di lavoro e di studio. Si aggiunge invece, a metà stagione, I'oriundo caratese Galblati Italo. Col passaggio di categoria, i giovani abituati a gareggiare sui 6-8 Km. trovavano inizialmente difficoltà ad inserirsi su distanze superiori. Ma gli intensi allenamenti serali dopo la giornata lavorativa, I'orgogliosa competitività con gli anziani più esperti, la spinta morale dei dirigenti e la partecipazione alle gare, creavano piano piano in loro una maturità che fece accorciare il divario tecnico. Anche i dirigenti acquisiscono esperienza nell'organizzazione di gare regionali. Il consuntivo delI'anno è pienamente soodisfacente, con Vismara A., nazionale Juniores e vincitore degli incontrl internazionali Svizzera - Italia e Francia - Italia (km. 10). Manzoni L., campione III serie sui 50 km. e ottimo quinto dopo strenua lotta col campione Pamich (4 posto), nella 100 km. della Lugano-Lecco. Vittoria di squadra nel campionato regionale di marcia e lusinghiero plazzamento (8 posto) nel campionato italiano di marcia, dove per motivo finanziario non si era partecipato alle trasferte più lunghe (centro-sud). Infatti, il libro cassa non riesce a soddisfare tutti i fabbisogni malgrado i dirigenti e soprattutto gli atleti portino il proprio secchio con l'umiltà dei veri sportivi dilettanti e lavoratori. Il G.S. Daini è ormai conosciuto in Italia e fuori, e in sede le bacheche esistenti non bastavano per contenere le numerose coppe e targhe conquistate. Il 1958 inizia nella scia dell'entusiasmo portato dai risultati del precedente anno. I problemi emersi, vengono affrontati con senso di responsabilità dal nuovo consiglio direttivo cos composto: Colli ing. Cipriano (presidente), Vergani rag. Umberto (vice presidente), Formenti Luciano (segretario), Masera Italo (direttore tecnico), Annoni Enzo, Raggi A., Farina B., Casati G., (assistenti gruppo pista) e Corbetta G., Manzoni L., Riva Antonio e Farina Edmondo, Consonni E. (assistenti gruppo marcia). Visto il calendario del campionato nazionale di marcia fissato dalla federazione in otto prove, assegnate in prevalenza ad organizzatori del Nord Italia, si decise di parteciparvi col proposito di migliorare il piazzamento del precedente anno e con la speranza teorica di poter lottare per l'alta classifica. A tale proposito viene tesserato il bresciano Begni che pur essendo un anziano aveva però dimostrato di possedere eccellenti doti sulle distanze medio-corte dopo la preparazione invernale in palestra e su strada, si arriva alla prima gara della grande e sofferta avventura sportiva. A Castellanza, si parte al completo senza eccessivi entusiasmo ma con l'obiettivo chiaro di fare più punti possibili. I saliscendi della Valle Olona mettono in difficoltà i giovani, ma i meno giovani, più esperti, fanno la parte del leone, e la vittoria di squadra con 90 punti è una gradita sorpresa per tutti. Nella successiva Piacenza-Grassano risultano stimolati dalI'esito della gara precedente i nostri marciatori prendono il via più concentrati e decisi. Alla fine del percorso pianeggiante essi tagliano il traguardo in posizioni ancora migliori raccogliendo in totale 99 punti e una nuova brillante vittoria a squadre. Begni conferma la sua validità ripetendosi al sesto posto, Manzoni dimostra di aver acquisito un ritmo più elevato (7 posto), Elli e Vismara una giornata di grazia 14.o e 15.o posto). L'entusiasmo nato da queste due vittorie iniziali, accende la fantasia nei più appassionati tifosi, per una prospettiva di facili e continui successi. Ma, nella terza prova di Montecatini, I'ingranaggio perde due denti Manzoni per un incidente sul lavoro e Vismara per una crisi creata da un contrasto tecnico dopo il raduno collegiale di Formia. I rimasti, si impegnano a fondo e vincono ancora la classifica a squadre con 57 punti, ma si sveglia la Legler con 55 punti. Nella successiva gara di Vimercate si subisce la prima sconfitta, mancano Vismara ed Elli. Manzoni, ancora convalescente fa tutto il possibile (18 posto). Begni è ammirevole (8 posto) e Riva Gino Š costante nei suoi piazzamenti (7 posto).La Legler è in ripresa e ci supera di 15 punti. A Milano, nella V prova sulla distanza di 40 km. gli atleti caratesi si battono in modo encomiabile. Senza il solito Vismara, Galbiati e l'ammalato Begni: Manzoni (4 posto), Riva (13 posto), Elli (17 posto), Vergani Graziano (19 posto), Tanzi (22 posto) si prendono 80 punti preziosi, superati per soli tre punti dalla ringalluzzita avversaria bergamasca. Nei due mesi di pausa estiva, i Daini si radunano per fare il punto della situazione. Constatata la pericolosa rimonta della Legler che ha chiamato a raccolta tutti i suoi atleti effettivi e vista l'impossibilità di impiego del valoroso Begni, si fa di tutto per ricuperare il giovane Vismara. Inoltre Corbetta e Annoni si recano a Calolziocorte e contrattano con il libero Corti Mario, il quale però indugia essendo già stato chiesto dalla Legler. Sotto la successiva spinta di Manzoni, il Corti accetta e in agosto si tessera per il G.S. Daini. Una mossa fortunata e vincente. Infatti nella Vl prova di Varese si classifica settimo e grazie anche al rientrante Vismara (12 posto), si supera ogni previsione conquistando la quarta vittoria di squadra con 83 punti. Tabella alla mano si rifanno i conti. 88 punti di vantaggio sulla seconda classificata, ci danno una relativa fiducia ma non una completa sicurezza. Purtroppo, nella penultima gara di 50 km. a Roma, la squadra bergamsca frusta i suoi numerosi fondisti che sul traguardo conquistano 115 punti. I Daini con Manzoni (4 posto) Riva ed Elli, ne prendono 54. Restiamo ancora in testa alla classifica ma con soli 30 punti. Troppo pochi. La vigilia dell'ultima gara è drammatica. Si viene a conoscenza che i bergamaschi della Legler hanno fatto offerte di soldi al nostro Corti per convincerlo a non gareggiare. Begni è ancora convalescente e Vismara è irrecuperabile a causa di impegni di lavoro. All'insaputa di tutti, un dirigente Daini va dal Corti e gli fa una controproposta personale. Il problema è risolto, ma il dubbio sulla fedeltà della parola rimane. La trasferta a Reggio Calabria è la più lunga e dispendiosa. Treno, vitto, alloggio e rimborso giorni di lavoro persi, una grossa cifra per il G.S. Daini. Si fanno collette e col ricavato, due giorni prima della gara parte un gruppo comprendente: Corti, Riva, Elli, Calbiati, Tanzi, Furlanetto, Brambilla. La sera della vigilia Manzoni e Vergani fanno il viaggio in cuccetta e arrivano sul posto poche ore prima dell'inizio della gara. I marciatori Daini sono soli, non hanno cioè accompagnatori perchè questi hanno devoluto la loro quota per la trasferta degli atleti. Pronti, via. In base alla disposizione prefissata ogni Daini si affianca ad un atleta Legler. Loro però sono in numero maggiore ma l'ordine è fare gara su di loro, tallonarli e possibilmente superarli all'arrivo. Manzoi che controlla Angioletti tiene l'occhio anche sul Corti e il rivale Sana. Dopo circa metà gara vede Corti perdere terreno nei confronti dell'avversario. Manzoni mangia la foglia, si impegna al massimo, pianta Angioletti, si affianca al compagno, lo sprona e lo incita continuamente fin sotto il traguardo: 4 posto per Corti e 5 posto per Manzoni. Magnifici i 53 punti in due. Gli altro loro compagni si battono al meglio, tutti arrivano e portano altri preziosi punti. I giudici si ritirano per il conteggio. Per i nostri, I'ora di attesa è più stressante della gara stessa. Ma finalmente l'annuncio della giuria: Legler Bergamo p. 103 - Daini Carate p. 78 . Differenza 25 punti. E' fatta. Il G.S. Daini è Campione d'Italia! Il confronto diretto tra i punteggi acquisiti dalle prime due Società classificate evidenzia l'accesa rivalità sportiva sostenuta dagli atleti fino all'ultimo traguardo. 7/4 - Castellanza, km. 16 - 24/4 - Piacenza, km. 20 - 8/6- Montecatini, km. 20 - 22/6 - Vimercate, km. 28 - 6/7 - Milano, km. 40 - 21/9 - Varese km. 20 - 11/10 Roma, km. 50--26/10 - Reggio Calabria, km. 20. In base al regolamento federale i due punteggi peggiori vengono per• eliminati e pertanto la classifica finale emanata dalla FIDAL è risultata:

DAINI LEGLER
punti 90 punti 24
" 99 " 41
" 57 " 55
" 55 " 65
" 80 " 83
" 83 " 61
" 54 " 115
" 78 " 103
totale punti 596 totale punti 547

Classifca Società
1. G.S. Daini - Carate Brianza
2. G.S. Legler - Bergamo
3. G.S. Vigili Urbani - Roma
4. G.S. Diana - Piacenza
5. G.S. Etruria - Prato
6. G.S. Fiamme Oro - Padova
7. G.S. Galileo - Battaglia T.
8. G.S. X Comiliter - Napoi
9. Dop. Ferroviario - Napoli
10. S.A. - Legnano

Seguono altre 34 società con punti minori.

L'apporto di ogni singolo marciatore del G.S. Daini è stato:
Atleta Punti
Manzoni L. 159
Begni A. 100
Riva G. 88
Elli S. 75
Corti M. 51
Vismara A. 43
Vergani G. 38
Galbiati I. 24
Tanzi E. 12
Furlanetto L. 5
Brambilla R. 1

Dopo i festeggiamenti in onore dei marciatori, la suggestiva sfilata per le vie di Carate con trofei e coppe, i dirigenti e un gruppo di soci scioglievano la promessa fatta durante l'attesa dell'esito dell'ultima gara, recandosi a piedi al Santuario della B. V. del Bosco assistiti dagli atleti neo-titolati in bicicletta, ove lasciavano, a ricordo votivo, una maglia coi colori sociali, sulla quale spiccava lo scudetto tricolore della Federazione Italiana Di Atletica Leggera.


Gli anni in cui ci si allenava nella "fossa"

L' inizio del 1960 vede una Daini che si conferma sempre più come una società di alto livello anche in campo nazionale. Per le Olimpiadi di Roma la Fidal include tra i probabili olimpionici in nostro marciatore Luigi Manzoni. La attività degli atleti vede Sandro Elli portare a termine la sua seconda 100 Km di marcia, arrivano 4 titoli regionali del CSI da parte di Claudio Pozzi nei 1500 metri, di Diotti nel peso, di Largura nel lungo e di Cazzaniga nel disco. In campo organizzativo l' evento più importante è la organizzazione della 30 Km di marcia valevole per il campionato italiano. Nel 1961 ben 4 nostri atleti sono chiamati a far parte della rappresentativa milanese che nell'incontro con la società Partizan risulta vittoriosa. Nel frattempo i giovani marciatori Graziano Vergani e Italo Galbiati durante il periodo del servizio militare entrano a far parte del Gruppo Sportivo dell'Esercito contribuendo contribuendo alla vittoria della società nel campionato italiano di società su pista. L'anno 1962 ci riserva molte soddisfazioni, a cominciare dalla qualificazione alla finale B dei campionati italiani di società su pista. Nel Gran Premio d'Italia la Daini si classifica al 25° posto su un totale di oltre 600 società. Fra i risultati individuali fanno spicco il titolo italiano juniores di Claudio Pozzi nei 1500 metri siepi con relativo record nazionale; inoltre Franco Oriani ottiene il 3° posto nel salto in lungo ai campionati italiani a Napoli, Ennio Largura diventa campione universitario dei 200 metri ed infine Reati conquista il titolo di campione CSI sugli 80 metri. Ancora Claudio Pozzi viene chiamato ben 2 volte a ricoprire la maglia della Nazionale in due incontri internazionali. Molti sono i titoli regionali conquistati: da Oriani nel triplo, da U. Vergani nella marcia, da Reati negli 80 metri e da G. Ghezzi nella campestre. Molti anche i titoli provinciali da parte di Schiatti nel peso , di Pozzi negli 800 metri, ancora di Reati negli 80 metri e di Ghezzi nella campestre. In campo organizzativo va citata l'organizzazione della 3a edizione del G. P. Cassa Rurale oltre ad alcune corse campestri, a ruinioni in pista e alle leve atletiche aventi come finalità di avvicinare all'atletica nuovi giovani. Nel frattempo la società, per fronteggiare la sempre più numerosa attività su pista e su strada deve allargare la schiera dei propri dirigenti, collaboratori e tecnici che continuano a riunirsi al martedi discutendo dei vari problemi societari e aggiornano le loro nozioni tecniche; essi sono: Egidio Pozzi-presidente onorario, Cipriano Colli-presidente, Enzo Annoni-vicepresidente, Luciano Formenti-segretario, Italo Masera-direttore tecnico, E.Ballabio, E. Consonni, G. Corbetta, E. Farina e A. Raggi-consiglieri. Nel 1963 le vittorie più importanti sono state quella nella staffetta 4x100 ai campionati italiani allievi svoltasi a Bologna ottenuta dal quartetto Cornacchia, Arienti, Galvani, Datteo; quella nel trofeo Ferrari a Milano della stessa staffetta con Ghezzi al posto di Cornacchia e che ha stabilito il record stagionale nazionale in 45" netti; infine il titolo regionale di Largura sui 200 metri, di Reati sui 100 metri, di Oriani nel lungo. Nel corso dell'anno le presenze in nazionale di atleti Daini salgono addirittura a 7. L'annata si può considerare positiva poichè vengono migliorati 15 primati sociali e gli atleti tesserati risultano 74 . Il 1964 porta alla Daini il primo importante e lusinghiero riconoscimento: il CONI assegna alla società il 5° premio assoluto tra tutte le associazioni sportive di Milano e provincia che si sono distinte nelle attività agonistica ed organizzativa nell'annata precedente; la motivazione fa capire gli sforzi della società : " Sorta a Carate, svolge in'intensa attività non solo a Carate ma anche in tutti i paesi limitrofi. Le difficoltà ambientali, i modesti mezzi a disposizione, la irregolarità degli impianti, non hanno impedito affermazioni lusinghiere e sopratutto una efficiente attività agonostica in campo nazionale". Una bella soddisfazione per i tutti i dirigenti che hanno prodotto il miracolo di una bella società che si afferma autorevolmente tra le consorelle lombarde e dell'Italia tutta. Per quanto riguarda l'attività agonistica, a Genova la staffetta della Daini vince la gara della 4x100 metri allievi e la classifica per le società del Nord Italia. Le cifre della stagione indicano sono veramente lusinghiere: 86 sono gli atleti tesserati, i primati sociali migliorati sono 24, 56 sono i primi posti ottenuti, di cui 11 in campo nazionale, 30 sono i secondi posti di cui 14 in campo nazionale e infine 24 sono i terzi posti di cui 8 in campo nazionale. Infine viene rinnovato il consiglio che risulta alla fine così composto: Egidio Pozzi-presidente onorario, Italo Masera-presidente, Enzo Annoni, Sandro Barbieri, Claudio Pozzi, Gino Riva, Attilio Raggi, Umberto Vergani, Lidio Beduini, Antonio Villa, Bruno Farina Adriano Ghezzi, Erminio Consonni, Anna Pozzi.-consiglieri. Il 1965 coincide con il ventennale della società che viene festeggiato organizzando il campionato italiano individuale di marcia sui 20 Km e addirittura con una riunione in pista all'Arena di Milano denominata "Coppa Daini", che si svolge su un totale di otto gare. Durante l'anno , la società, dopo 14 anni, lascia la sede di Via Volta, per trasferirsi in via Cusani presso l'ex-asilo che viene messo a disposizione dalla amministrazione comunale. Per quanto riguarda l'attività agonistica, ancora due atleti Daini, Dino Crippa e Ludovico Villa, sono convocati in nazionale per l'incontro Italia-Svezia. Nel 1967 la Commissione Sportiva comunale premia l'atleta Dino Crippa come il cittadino caratese che più si è distinto e Gino Riva per i suioi ormai venti anni di attività con il G.S. Daini. Nei primi anni '70 il sodalizio diretto da I. Masera continua a consolidarsi e la testimonianza sono le statistiche sui risultati ottenuti che comprendono 16 titoli nazionali, 32 titoli di campione regionale, e soprattutto con ben 25 presenze di atleti della società nella nazionale. Questi risultati sono la premessa all'importante riconoscimento che arriva nel 1973 : la "Stella di Bronzo" al merito sportivo che viene assegnata dal CONI . Questi anni sono i più attivi anche dal punto di vista dell'organizzazione di gare di marcia e corsa a livello nazionale , regionale e promozionale; queste capacità organizzative e la serietà sono elogiate e riconosciute dalla FIDAL che per i meriti acquisiti concede nel 1976 alla società la organizzazione del campionato italiano di maratonina di corsa sui 30 Km.

Gli anni in cui i mezzofondisti erano i protagonosti

Il finire degli anni '70 per la nostra societa' porta l'aperturs del nuovo centro di via XXV Aprile e con la speranza di avere un impianto collaudato e omologato per l'organizzazione di riunioni in pista. Purtroppo pero' , come molti cittadini caratesi sanno, per l'impianto e la pista in particolare iniziano una serie di tormentate vicende che da allora ne pregiudicano in maniera sensibile l'utilizzo, in quanto subito viene riscontrato un difetto di fabbricazione, le susseguenti decisioni non sempre responsabili delle amministrazioni comunali peggiorano le cose e alla fine si dovra', dopo soli tre anni, rifare la pista e il risultato e' un anello ormai non piu' utilizzabile per l'organizzazione di manifestazioni ad un certo livello. La delusione ed il disappuntoi sono grandi ma nonostante ciò la societa' si rimbocca le maniche e vuole rilanciare la attivita' su pista organizzando manifestazioni del settore assoluto e giovanile. Nel 1980 la staffetta svedese composta da Filippini, Fumagalli, Cazzaniga e Casati vincendo la fase regionale si qualifica per la finale nazionale a Roma dove infine si classifica al sesto posto con il tempo di 2'29”4 . Iniziano anche I corsi di avviamento allo sport indetti dal CONI allo scopo di arruolare nuovi atleti del settore giovanile. Nel febbraio 1983 Gino Riva riceve un ambito riconoscimento: una targa della regione Lombardia conseganta personalmente al nostro atleta dall'assessore allo sport con la motivazione “A Gino Riva per tutto quello che ha fatto e fa per l'Atletica Leggera” . Nel 1984 la Daini organizza la gara dell'ora su pista come prima prova del campionato italiano di corsa e la gara e' resa importante dal tentativo di record italiano sull'ora di corsa effettuato dal primatista italiano di maratona Gianni Poli. Viene organizzato anche il primo incontro esagonale brianteo tra società con la partecipazione di Vis Nova Giussano, Atletica Meda, Atletica 70 Seregno, PBM Bovisio, Atletica Mariano e G.S. Daini. Il 1985 è l'anno dei quaranta anni dalla fondazione della società e la ricorrenza viene ricordata organizzando numerose gare su pista, organizzando il 2° trofeo brianteo e la "Combinata d'Autunno" per la categoria cadetti e infine con altre gare di marcia e corsa. L'anno 1986 porta la novità del cambio del presidente e l'ingresso di molti giovani nel consiglio della società con incarichi tecnici opiù specializzati; il nuovo gruppo dirigenziale risulta cosi composto: E. Pozzi-presidente onorario, Claudio Pozzi-presidente, Gino Riav-vicepresidente, Fabrizio Filippini-addetto stampa, Roberto Tagliabue-tecnico velocità, Angelo Riva-tecnico settore giovanile, Paolo Gatti, Lanciani, Pozzoli, Giovanni Tosetti, Renato Colciago-consiglieri. Sempre nel corso dell'anno vengono premiati i fondatori della società e gli ex-atleti che hanno vestito la maglia azzurra: Largura, Annoni, Manzoni, Vismara, Oriani, Pozzi, Ghezzi, Crippa, Villa, oltre ad ex-dirigenti: Formenti, Villa, Berbieri, Masera ed altri. Il 1987 inizia con la brillante vittoria del trio A. Velutti, S. Velutti e D. Zampolini che conquistano lo scudettoi tricolore juniores di decathlon. Nel 1988 un importante risultato è ottenuto dalla squadra di fondo senior che si classifica al 4° posto nel campionato regionale di corsa campestre su un totale di 50 società. Gli artefici di questo risultato sono il folto gruppo di forti mezzofondisti che la società ha a disposizione in quegli anni: Fadda, Gatti, Ardemagni, Innocentin, Farina, Filippini, Pozzoli, Viganò, Fumagalli. Titoli arrivano anche dai non più giovani: Gino Riva e Carlo Colciago, rispettivamente 62 e 66 anni, vincono il titolo italiano Amatori nelle rispettive fascie di età nella gara dei 5 Km di marcia. Il 17 giugno 1989 è un giorno molto importante per la Daini poichè la squadra assoluta maschile si qualifica per la finale nazionale B dei campionati di società in programma a Cuneo; questo traguardo pone la Daini in una prospettiva di società a livello nazionale. Stimolati dai risultati della squadra maschile, la società sta già da tempo lavorando per creare una forte squadra femminile da affiancare a quella amschile per i campionati italiani su pista; il nucleo di questa squadra fa perno sulla atlete Ramone Barni, Marzia Dragani, Riboldi, Cazzaniga, Dissimile ed altre ancora. Una piccola delusione, che dimostra però la ormai acquisita levatura della società a livello nazionale, viene nel 1990, quando per la squadra maschile svanisce all'ultimo minuto l'opportunità di accedere ancora una volta alla finale nazionale B. La conferma viene anche dal numero degli atleti Daini che vengono convocati dall'AICS nazionale per i campionati Europei Promozionali di Dublino: D. Zampolini nei 110 H, Ardemagni nei 10000 metri, Fumagalli nei 100 metri, S. Velutti nell'alto, Dragani nei 400 metri. Altri atleti di valore che nel decennio '80-'90 hanno dato il loro contributo all'attività dellla Daini sono stati R. Mauri, G. Pozzoli, Todoverto, A, Riva, P. Vecchi, M. Vecchi, Crippa , Villa ed altri ancora.

La storia recente

L'entrata negli anni '90 vede la Daini schierare le sue migliori squadre maschili e femminili ai vari campionati italiani su pista senza interruzione e con risultati eccellenti, tali da fare invidia a società più blasonate della nostra; la Daini e' l'unica società “non cittadina” ma di “paese” a riuscire a schierare entrambe le squadre. Proseguono a portare risultati e allori le partecipazioni al Campionato Brianzolo dove la Daini la fa' da padrone vincendo le edizione del 1987, del 1990 e del 1991. Sempre nel 1991, a Cesano Maderno, l'atleta Alessio Innocentin stabilisce il nuovo record sociale nella gara di maratona in 2ore 20 minuti 43 secondi: un tempo di tutto rispetto ! . Il consuntivo della stagione 1992 fa registrare 27 nuovi primati sociali migliorati, e un totale di 900 presenze di nostri atleti a gare nazionali, regionali e provinciali. Il 1994 e' un anno di risultati importantissimi. Da Verona, infatti arriva alla società un nuovo titolo di campione italiano: e' quello conquistato da Marzia Dragani nella gara dei 400 metri ai Campionati Promesse Indoor, che arriva tra la sorpresa generale, compresa quella del suo tecnico Angelo Riva. Ancora non si e' spento l'entusiasmo e I festeggiamenti per il titolo italiano , che un'altro grande risultato arriva per merito di Ramona Barni che vince il titolo regionale di salto in alto con la misura di metri 1,74 e si qualifica per I campionati italiani, affiancandosi a Dragani già qualificata nelle gare dei 200 e 400 metri. Ennesima vittoria nel Campionato Brianzolo; risultati significativi anche ai Campionati Italiani dove la squadra maschile e quella femminile si classificano rispettivamente al 12o e 18o posto. Il squadra dei fondisti vince la gara 6x 1h di corsa , organizzata dal gruppo caratese dei Marciacaratesi, con un percorso totale di 104,492 km . Alla Daini arrivano anche nuovi atleti molto valorosi da altri sodalizi a rafforzare ancora di più le squadre: Tiziana Meroni da 5 Cerchi, A. Santambrogio e S. Casati dall'AICS Verano, I fratelli Mario e Vincenzo Beccalli, Claudio Crippa, Monica Motta, Marina Conti dall'Atletica Comense, Lucio Intelligente e Rosario Mauri rientrati dopo due anni di “esilio”. Il 1995 e' l'anno dei 50 anni di esistenza della Daini. Per festeggiare l'evento, la società si impegna in un notevole sforzo organizzativo: viene organizzato il trofeo “Giro Podistico della Brianza”; si tratta di una gara in tre tappe da svolgersi in tre giorni, su un circuito stradale che partendo da Carate porta a Giussano, poi a Besana, per terminare ancora a Carate, per un percorso totale di 32,900 km. La manifestazione riscuote un ottimo successo sia dal punto di vista della partecipazione degli atleti, sia dal punto di vista della partecipazione di pubblico che durante I tre giorni ha seguito numeroso la corsa. La società vuole sottolineare il contributo organizzativo dato dalla societa' caratese Marciacaratesi e il contributo finanziario dato dalla Banca di Credito Cooperativo di Carate B. La stagione agonistica 1996 e' caratterizzata alla superba affermazione della squadra femminile che per la prima volta nella storia della società ottiene la qualificazione alla fase finale B dei campionati italiani di società; queste sono le atlete che hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo: Barni, Dragani, Santambrogio, Riboldi, Cazzaniga, Conti, Motta, Teruzzi, Silla, Pizzigoni, Dissimile, Cattaneo. Nel 1997 possiamo dire che per la societa' finisce un periodo e ne inizia un altro; la svolta avviene ai vertici dove il presidente Claudio Pozzi dopo quasi venti anni lascia la presidenza per motivi di stanchezza e di non compatibilità con altri impegni personali. Assume la carica di presidente Marco Ghezzi, che proviene da un passato sportivo e da una famiglia gia' impegnata e quindi con esperienza nel campo dello sport; e' sua la proposta di offrire al presidente dimissionario la carica di presidente onorario, che viene accettata. In campo agonistico c'e' da segnalare il “risveglio” di atleti come Cazzaniga nel disco, Cagli sui 400 metri, Meduri nel martello e la rivelazione della promessa Diego Ghezzi che ottiene il primo tempo in Lombardia e il quinto a livello nazionale. Tra gli altri atleti che nel corso dell'anno si mettono in evidenza ricordiamo A. Consonni, S. Confalonieri, A. Tresini, S. Consonni e Santambrogio che vanno a rinforzare il settore assoluto. A suggellare l'ottima stagione, arriva a novembre l'ultimo titolo nazionale, in ordine di tempo naturalmente, che viene conquistato in quel di Cesano Boscone dal sempreverde Alessio Innocentin vincendo la gara di campionato italiano di maratona per la categoria senior-master. La storia finisce qui….. per ora ….. ………

Guarda le foto "storiche" che ci ricordano i tempi eroici che ti abbiamo raccontato. Le puoi trovare nella sezione ArchivioFoto-UnPoDiStoria

Vogliamo in queste ultime righe sintetizzare tutta la storia della nostra società semplicemente ribadendo quelli che sono i principi che hanno da sempre ispirato tutti coloro che si sono impegnati nel nostro sodalizio. Le persone della Daini hanno cercato di creare una mentalità sportiva nei ragazzi che ad essa si sono avvicinati, dove per mentalità sportiva si intende una formazione che li prepari alla competizione e ai problemi che la vita personale e sociale inevitabilmente porrà loro davanti man mano che si trasformeranno in adulti, e soprattutto l'atteggiamento nell'affrontare questi eventi improntato ad una lealtà morale e sociale che deriva direttamente dall'avere avuto una formazione “sportiva”, così che essi stessi potessero essere di esempio alle loro generazioni future. Vogliamo infine dire che questa storia è stata raccontata in modo approssimativo perché basata soprattutto su ricordi personali delle persone che la hanno vissuta; per questo si potranno rilevare errori, inesattezze, dimenticanze e molti non troveranno il loro nome riportato; a questi preghiamo di farci ricordare quello che noi non ricordiamo più o non ricordiamo esattamente per mancanza di memoria o di documentazione. Arrivederci al prossimo capitolo di questa storia.